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Ferma la minaccia degli speculatori!

Le banche non hanno mai restituito i 4.5 trilioni di euro che abbiamo pagato per salvarle dal lastrico in cui sono cadute dopo la crisi finanziaria che nel 2010 ha colpito Europa. I cittadini hanno dovuto salvare le banche e gli speculatori responsabili per la devastazione delle nostre economie e del nostro benessere.

A breve 10 ministri chiave della Finanza UE si riuniranno per discutere la proposta nata con lo scopo di creare un’imposta sulle transazioni finanziarie che riduca i rischi di certe speculazioni davvero rischiose. La tassa genererà fondi da destinare alla spesa pubblica e scoraggerà quelle transazioni che hanno portato al disastro finanziario. Sta a noi alzare la voce e far udire la nostra protesta collettiva - unisciti ora a oltre 290.000 altri europei. Firma!

 

Ferma la minaccia degli speculatori!

Le banche non hanno mai restituito i 4.5 trilioni di euro che abbiamo pagato per salvarle dal lastrico in cui sono cadute dopo la crisi finanziaria che nel 2010 ha colpito Europa. I cittadini hanno dovuto salvare le banche e gli speculatori responsabili per la devastazione delle nostre economie e del nostro benessere.

A breve 10 ministri chiave della Finanza UE si riuniranno per discutere la proposta nata con lo scopo di creare un’imposta sulle transazioni finanziarie che riduca i rischi di certe speculazioni davvero rischiose. La tassa genererà fondi da destinare alla spesa pubblica e scoraggerà quelle transazioni che hanno portato al disastro finanziario. Sta a noi alzare la voce e far udire la nostra protesta collettiva - unisciti ora a oltre 290.000 altri europei. Firma!

 

La fine della fuga dei capitali

Le multinazionali ci hanno preso in giro usando ogni trucco a loro disposizione per evitare di pagare la loro giusta quota di tasse. Questa situazione potrebbe essere sul punto di finire. La Commissione europea ha proposto un primo passo per fare in modo che grandi multinazionali come Amazon e Facebook seguano un insieme comune di norme fiscali in tutta Europa, impedendogli così di sfruttare le differenze nei regimi nazionali di imposta per le multinazionali.

I paesi che aiutano le aziende a evitare di pagare le tasse come Irlanda, Paesi Bassi e Lussemburgo potrebbe bloccare la proposta, a meno che alcuni grandi paesi come la Francia e la Germania non facciano sentire la propria voce adesso. Un enorme petizione che raccoglie oltre 100.000 cittadini europei è un ottimo inizio per fare in modo che i nostri ministri sappiano quello che pensiamo - vuoi essere parte del movimento? Aggiungi il tuo nome.

 

Premio Democrazia in Vendita

Le continue negoziazioni dell’accordo commerciale tra UE e USA, conosciuto come Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), stanno avvenendo a porte chiuse, a stretto contatto con i grandi gruppi di pressione aziendali. La loro influenza è così grande, che la loro collaborazione con i negoziatori merita di essere esaminata più da vicino. Il nostro contributo: assegnare un premio al gruppo aziendale più di successo!

Dopo che oltre 45 mila persone hanno votato per il vincitore del Premio Democrazia in Vendita, abbiamo organizzato una scintillante cerimonia di premiazione fasulla, dove abbiamo presentato il vincitore indiscusso: la lobby dei pesticidi, rappresentata dai giganteschi gruppi lobbistici multinazionali ECPA e CLA. Guarda cosa è successo durante la cerimonia in questo video di 1,5 minuti!

 

CETA: una vittoria a piccoli passi

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Il CETA, l'accordo commerciale tra Canada e UE, minaccia la democrazia. Il pericoloso trattato porterebbe alla creazione di tribunali speciali dove le multinazionali avrebbero la possibilità di fare causa ai nostri governi. Contrastare un trattato di tali, enormi, dimensioni richiede un lavoro a lungo termine, dal quale non ci siamo tirati indietro. Per prima cosa, in primavera, abbiamo mobilitato più di 350.000 europei in soli cinque giorni. La Commissione europea ha ascoltato e ha confermato che i parlamenti dei paesi UE avranno l'opportunità di ratificare il controverso accordo commerciale. 

Poi, in autunno, sull'onda di un grande movimento popolare, abbiamo promosso una lettera aperta per convincere il Cancelliere austriaco a porre il veto sull'accordo e la lettera è stata pubblicata dal più grande quotidiano austriaco, Der Standard. Abbiamo anche lanciato una petizione per sostenere l'opposizione della Vallonia al CETA, che ha raccolto quasi 100.000 firme in appena un paio di giorni.

E anche se l'accordo è stato firmato, siamo riusciti a dare un duro colpo al sistema dei tribunali speciali per le multinazionali. Inoltre, il CETA può ancora essere fermato da un voto del Parlamento europeo o da uno dei parlamenti nazionali degli Stati membri. Vi terremo aggiornati con le nostre nuove azioni per sconfiggere il CETA!

 

Fermiamo gli abusi delle multinazionali

Per la prima volta nella storia potremmo avere un modo per bloccare a livello internazionale gli abusi delle multinazionali. Un nuovo trattato globale introdurrebbe norme giuridicamente vincolanti per le multinazionali. Ma pur avendo il sostegno di gran parte dei paesi delle Nazioni Unite, i paesi dell'UE hanno boicottato questo trattato. Tuttavia, grazie a migliaia di azioni, quasi 92.000, l'Unione europea ha finalmente accettato di partecipare al gruppo di lavoro intergovernativo che discuterà come sviluppare e implementare questo trattato globale. Questo è un grande successo, ma continueremo a monitorare il comportamento dei paesi dell'UE e aumenteremo la pressione il prossimo anno, quando inizieranno le trattative difficili. Rimanete sintonizzati!

 

Il divieto della Polonia sull'aborto: il parlamento ritira la proposta!

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La nostra comunità si è riunita per per contrastare una legge anti-aborto in Polonia, che avrebbe vietato aborti in tutte le circostanze, anche nei casi di stupro. Oltre 83.000 gli europei hanno firmato la nostra lettera aperta per sostenere il diritto delle donne polacche di scegliere. E insieme, abbiamo raccolto oltre 16.000 € per sostenere un gruppo polacco per i diritti delle donne chiamato Gals 4 Gals. Dopo le enormi proteste di piazza in Polonia, e grazie alle campagne da parte di gruppi per i diritti delle donne, ONG e associazioni di beneficenza, e alla nostra campagna, il Parlamento polacco ha fatto marcia indietro. Puoi contribuire con una donazione per continuare a difendere la democrazia e i nostri diritti fondamentali in Europa?

 

Per una riforma reale che faccia pagare chi inquina

L'inquinamento è un business redditizio. Negli ultimi dieci anni le potenti multinazionali non hanno badato a spese per fare pressioni dietro le quinte e fermare qualsiasi riforma significativa della politica dell'UE dei prezzi del carbonio. La legge è ora oggetto di revisione in seno al Parlamento europeo, ma fino ad ora, le cose non sembrano andare nella giusta direzione. Di recente, la Commissione Industria del Parlamento europeo ha votato a favore dei grandi inquinatori piuttosto che di una riforma efficace. Ma non siamo ancora sconfitti e manterremo alta la pressione sui politici europei. Ora che la Commissione Ambiente del Parlamento europeo terrà una votazione nel mese di dicembre, ogni firma conta: FIRMA adesso!

 

Il sogno della Monsanto si sfalda: niente proroga di 15 anni per il glifosato!

Lavoriamo da mesi per liberare l'Europa dal glifosato, un erbicida cancerogeno. Con enorme sostegno da parte dei nostri partner, abbiamo posto le basi perché l'Unione europea vieti il glifosato. Nel mese di luglio, la Commissione ha deciso di non dare a questa sostanza l'approvazione di 15 anni che la grande multinazionale Monsanto voleva così disperatamente. Al contrario, l'UE ha concesso una proroga di 18 mesi, in attesa di una revisione scientifica. Cerchiamo ora di aumentare la pressione sulla Commissione per vietare il glifosato per sempre. Firma la petizione!

 

Per un mondo in pace

La Commissione europea, sotto forti pressioni da parte dell'industria bellica, sta ora progettando di stanziare migliaia di milioni di euro di denaro pubblico per sviluppare una tecnologia militare avanzata per la prima volta da quando esiste l’Unione. L'obiettivo di queste sovvenzioni è quello di preservare la competitività dell'industria delle armi e la sua capacità di esportare all'estero, anche in paesi che partecipano a conflitti letali. E questo è solo l'inizio, l'obiettivo a lungo termine è quello di istituire un programma del valore di 3,5 miliardi di euro. Questo significherà tagli a scapito di altre priorità di spesa.

Ma abbiamo la possibilità di evitare che i contribuenti europei paghino per alimentare guerre e conflitti. Spiega ai membri del Parlamento europeo e del Consiglio europeo che vogliamo che votino per la pace e non per sovvenzionare le armi. Unisciti al movimento ora!